Altra "suggestione" dalla vacanza trapanese: non posso certo trascurare la "caponata", piatto principe delle nostre serate, che porta con se' sapori e profumi di infanzia assolata e accaldata! Ma, per chi come me, non e' cresciuto in terra siciliana, la caponata e' sconosciuta (o meglio, lo era ... ) ed e' un gran peccato!!! I colori delle verdure, i profumi e i sapori sono quelli della vacanza ormai, una sfida a ricreare questa magia del sole, dal gusto agrodolce che e' una sorpresa, piacevole sia per il palato che, prima ancora, per il sottile agro dell'aceto che, balsamico, si affaccia alle narici.
E' una preparazione di melanzane, sostanzialmente fritte ;-)
in AGRODOLCE , la cui ricetta e' frutto di un tramandarsi di gesti e tempi che variano di famiglia in famiglia: Silvana ci regala la sua versione, A OCCHIO, perche' le sue mani esperte sanno ... ! Sono io, che alle prime armi metto le dosi, per saper ricreare questa magia.
Innanzi tutto la scelta delle melanzane: assolutamente NON quelle lunghe e nere, vanno bene le viola tonde, quelle piu' scure "tunisine", sono ottime e fanno al caso nostro. Devo dire che e' un "piatto speciale" per l'estate: preparato in abbondanza, si conserva in frigorifero ed e' piu' buono giorno dopo giorno. I sapori si amalgamano, si intensificano ... si trasformano in uno splendido accordo di contrasti, nel dolce-salato dell'agrodolce. Unica accortezza: togliere dal frigo il quantitativo adeguato al consumo, almeno un'ora prima, perche' riacquisti in profumo e consistenza. E' un ottimo antipasto servito con crostini caldi di pane ma si sposa bene anche, come contorno, a pesce e formaggi. Da provare in abbinamento con un buon pecorino sardo stagionato ...
Nella versione piu' consistente, puo' benissimo essere un piatto a se' stante ed e' veramente soddisfacente!











